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Anagrafe Nazionale dei docenti.

Anagrafe Nazionale dei docenti.

Da quest’anno i professori ordinari, gli associati e i ricercatori dovranno inserire nell’“anagrafe nazionale nominativa”, gestita dal ministero dell’Università, tutto ciò che riguarda il lavoro svolto nei 12 mesi precedenti.

I curricula sono visualizzabili da questo link http://catalogoweb.unime.it/

I parametri di base saranno: le pubblicazioni scientifiche, gli insegnamenti tenuti, il totale delle ore trascorse in cattedra, il numero degli esami registrati in qualità di titolari della materia e le tesi di laurea o di dottorato di cui si è stati relatori. L’anagrafe conterrà, inoltre, la relazione fatta dal rettore al consiglio di amministrazione e al senato accademico, sull’esercizio annuale dell’ateneo.
Questi criteri di trasparenza e valutazione del merito sono già stati adottati dall’Ateneo Peloritano nel corso dell’ultimo anno. L’Università di Messina, nelle procedure di assunzione dei nuovi ricercatori, ha già previsto la consulenza dei referees, personalità scientifiche nazionali e internazionali, previste nel database del Ministero per la valutazione dei Progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN), ed esponenti di gruppi scientifici e di Atenei accreditati nel ranking internazionale. I referees esprimeranno un parere sui migliori curricula o, in mancanza dei requisiti, sulla eventuale proposta di esclusione di tutti i richiedenti.
I nuovi ricercatori (28 i posti banditi) saranno assunti con contratto di diritto privato a tempo determinato, in base agli indicatori di produttività scientifica e coerenza didattica, secondo i criteri di valutazione previsti dal regolamento, approvato dal Senato Accademico. Saranno ammessi solo i candidati, con una produttività di ricerche ponderata per gli anni di impegno scientifico pari o adeguato alla media dei ricercatori, già in attività nello stesso settore scientifico-disciplinare.
Sono stati banditi, inoltre, grazie a un finanziamento ministeriale, assegnato sulla base di oggettivi criteri di valutazione, 20 posti di ricercatore a tempo indeterminato, che saranno seguiti da altri 22. È stato conseguito, infatti, un risultato lusinghiero, sancito dal ministero dell’Università. Nei tre anni 2007-2009, il numero dei posti è passato da 17 a 22. Così, nell’arco di due mesi, saranno complessivamente 70 i posti disponibili. Le commissioni per la valutazione dei ricercatori a tempo indeterminato saranno costituite, a norma di legge, da professori ordinari estratti a sorte a livello nazionale.
Con lo scopo di accrescere il potenziale di produttività scientifica dell’Ateneo, promuovendo i migliori talenti, sono stati assegnati 30 premi da 5 mila euro, ai giovani ricercatori autori delle migliori ricerche, mentre è stato deliberato il bando per i progetti di ricerca locali, che dovranno rispondere agli stessi requisiti di qualità scientifica e non potranno più essere distribuiti a pioggia.
I selezionati terranno un seminario pubblico sui risultati delle loro ricerche. La valutazione è affidata a commissioni di Ateneo, che scelgono tra i candidati migliori, secondo criteri internazionali di giudizio scientifico. I ricercatori assunti svolgeranno anche compiti didattici, per un massimo di 350 ore su 1500 di attività complessiva annua.
Nella prima fase saranno bandite le selezioni per inderogabili esigenze didattiche (carenza di docenti) di diversi settori scientifico disciplinari; nella seconda fase, l’avviso pubblico interesserà i finanziamenti esterni; nell’ultima sarà bandito un numero minore di posti, in settori di elevata produttività scientifica.
Un’importante e assoluta novità nel panorama universitario italiano è la possibilità di accesso a tutte le cariche elettive (elettorato passivo), tra le quali quelle di rettore, di preside di facoltà e di direttore di dipartimento, riservata ai soli docenti scientificamente attivi. Si tratta di docenti, la cui attività di ricerca sia tale da superare una soglia minima di produttività, che verrà definita da un apposito regolamento dopo l’approvazione della norma da parte del Ministero.
 

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